Comunicato stampa di Più Donne
Il comunicato diffuso oggi dal Consiglio di Stato non dissipa le preoccupazioni della popolazione: le accresce.
La decisione del Consigliere di Stato Claudio Zali di rinunciare temporaneamente alla responsabilità politica della Magistratura e della Polizia cantonale è una misura amministrativa che non affronta la questione fondamentale: come intende il Governo tutelare la credibilità delle istituzioni?
Colpisce inoltre che tale decisione sia stata motivata esclusivamente dall’apertura dell’istruttoria del Ministero pubblico relativa al caso del minorenne incarcerato alla Farera.
Nel suo comunicato, il Consiglio di Stato afferma di aver preso atto delle spiegazioni fornite dal Presidente Claudio Zali in merito alle registrazioni audio, ma non dice una parola sul loro contenuto né spiega perché le ritenga sufficienti.
Se il Governo dispone di elementi che consentono di contestualizzare o valutare quei fatti, è doveroso che ne informi anche la popolazione. In caso contrario, il richiamo alle “spiegazioni” rischia di apparire come un tentativo di chiudere il caso senza la necessaria trasparenza.
Lascia inoltre perplessi che, nello stesso comunicato, il Governo ribadisca la propria condanna di ogni forma di violenza e dell’incitamento alla violenza senza chiarire come tale principio si concili con le espressioni attribuite a un suo membro.
Le dichiarazioni di principio sono importanti, ma acquistano credibilità solo se trovano applicazione anche quando riguardano chi esercita le più alte responsabilità istituzionali.
La fiducia nelle istituzioni non si ricostruisce minimizzando i problemi, rinviando le spiegazioni o limitandosi a una diversa ripartizione dei dossier.
Più Donne ha lanciato la petizione “Le ticinesi e i ticinesi meritano istituzioni credibili e autorevoli”: perché il tema oggi non riguarda soltanto una singola vicenda, ma il modo in cui il Governo interpreta il proprio ruolo e il dovere di rendere conto ai cittadini.
