Nel 2021 il Governo aveva confermato il proprio impegno affinché la dimensione di genere diventasse sistematica e trasversale nella statistica cantonale. Cinque anni dopo Più Donne chiede che cosa sia stato concretamente fatto.
Lo spunto viene anche da un caso recente: nella pubblicazione Ustat sulla mobilità dei giovani laureati possiamo vedere chi rimane in Ticino, chi parte e chi ritorna, ma nei risultati pubblicati non viene presentata una distinzione tra donne e uomini.
Non significa che una differenza necessariamente esista. Significa che non possiamo verificarlo.
Con un’interrogazione, Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini chiedono al Consiglio di Stato se esistano oggi direttive e criteri sistematici per stabilire quando i dati debbano essere disaggregati per sesso e se il Ticino intenda adottare un principio analogo a quello introdotto dalla Confederazione.
Perché le differenze che non vediamo nei dati rischiano di rimanere invisibili anche nelle politiche pubbliche.
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