Il tetto è della Città. E l’energia?

Più Donne chiede al Municipio di confrontare costi e benefici dei diversi modelli di investimento negli impianti fotovoltaici sugli edifici comunali, prendendo spunto dall’esperienza di Locarno.

Abbiamo presentato una nuova interpellanza al Municipio di Lugano per fare chiarezza sui risultati energetici ed economici degli impianti fotovoltaici installati sugli edifici comunali e sui criteri con cui vengono scelti i diversi modelli di investimento e proprietà.

Lo spunto viene anche dall’esperienza di Locarno. A fine 2025 la Città disponeva di 10 impianti fotovoltaici comunali, con una potenza complessiva di circa 745 kWp. Nel corso dell’anno hanno prodotto circa 720 MWh di elettricità e generato un beneficio finanziario netto per il Comune di circa 130’000 franchi.

Anche Lugano punta sul fotovoltaico. Il nuovo Piano energetico comunale (PECo), adottato nel luglio 2026, indica un importante potenziale sugli edifici di proprietà della Città e a fine 2025 erano già 20 gli edifici comunali dotati di impianti fotovoltaici.

Il PECo prevede anche un modello nel quale AIL SA realizza gli impianti sugli edifici comunali, ne mantiene la proprietà e assume la manutenzione, mentre la Città o gli eventuali inquilini possono acquistare l’energia consumata direttamente a una tariffa inferiore a quella della rete.

Un modello che evita alla Città l’investimento iniziale e la manutenzione, ma che pone una domanda: sull’intera vita utile dell’impianto è questa la soluzione economicamente più vantaggiosa oppure, in alcuni casi, converrebbe alla Città investire direttamente e mantenere la proprietà dell’impianto?

Con l’interpellanza Più Donne chiede quindi al Municipio di indicare la proprietà, la potenza, la produzione, l’autoconsumo e il beneficio finanziario degli impianti già presenti sugli edifici comunali. Chiede inoltre di conoscere il prezzo effettivamente pagato dalla Città per l’energia autoconsumata proveniente dagli impianti di proprietà di AIL e le valutazioni economiche che hanno portato al modello previsto dal PECo.

Per il futuro, Più Donne chiede che le diverse modalità di investimento, proprietà e gestione vengano confrontate sistematicamente considerando l’intera vita utile degli impianti: investimento iniziale, incentivi, manutenzione, valore dell’autoconsumo ed eventuali proventi dell’energia eccedentaria.

Non si tratta di scegliere ideologicamente tra proprietà comunale e realizzazione da parte di AIL SA. Si tratta di fare i conti e individuare, caso per caso, il modello economicamente più vantaggioso nel lungo periodo per la Città.