Basta mezze risposte: il Governo deve prevenire, non soltanto reagire
Dopo il nuovo caso di presunte molestie alla RSI, Più Donne torna a chiedere conto al Consiglio di Stato dell’efficacia delle misure introdotte dopo i fatti emersi nel 2020.
La risposta del Governo alla nostra precedente interrogazione non ci soddisfa. Il Consiglio di Stato afferma che la RSI ha adottato la «quasi totalità delle raccomandazioni» formulate dopo il 2020 e che i sondaggi mostrerebbero un «progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione». Ma non indica quali raccomandazioni siano rimaste inevase e non fornisce dati che permettano di verificare queste affermazioni.
Ancora più problematico è il modo in cui viene valutato il nuovo caso: il Governo considera la raccolta delle segnalazioni e la sospensione cautelare del collaboratore come un’indicazione del buon funzionamento del sistema.
Ma reagire a una segnalazione non equivale a prevenire.
La repressione è necessaria, ma non basta. La tutela delle persone che lavorano alla RSI passa dalla capacità di prevenire comportamenti lesivi, creare un ambiente sicuro e individuare tempestivamente eventuali criticità.
Il Governo afferma inoltre di seguire la situazione attraverso i propri rappresentanti nella SSR.CORSI, ma non chiarisce quali informazioni concrete siano state acquisite attraverso questo canale. E, nonostante il nuovo caso, esclude la necessità di una verifica indipendente sull’efficacia delle misure adottate.
Per Più Donne questo non è sufficiente.
Il Governo non deve e non può accontentarsi di rassicurazioni generiche. Deve dimostrare che le misure funzionano.
Noi di certo non ci accontentiamo.
Basta vittime.
[Leggi qui l’interpellanza completa]

