Più Donne ha presentato una nuova interpellanza al Consiglio di Stato per chiedere quali siano le responsabilità e le procedure delle istituzioni quando emergono segnali di violenza, minacce, pressioni o vulnerabilità.
La vicenda della donna recentemente deceduta, che aveva reso pubbliche registrazioni delle conversazioni con l’allora Consigliere di Stato Claudio Zali, ha riportato al centro dell’attenzione una questione più ampia: che cosa deve fare un sistema quando informazioni e segnalazioni arrivano da più parti?
Senza anticipare gli accertamenti in corso e senza attribuire collegamenti tra fatti che spetta agli inquirenti verificare, chiediamo al Governo di chiarire se in Ticino esistano strumenti adeguati per valutare complessivamente le situazioni di rischio, coordinare le informazioni tra autorità e servizi, proteggere chi segnala e impedire che la persona che denuncia venga delegittimata.
Conoscere un fatto non significa poter prevedere ciò che accadrà. Ma quando i segnali si accumulano, le istituzioni devono essere in grado di riconoscerli, valutarli e, se necessario, intervenire.
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